AGOSTINO ARRIVABENE

AGOSTINO ARRIVABENE

dal 15 ottobre 1998 al 31 ottobre 1998

Libreria Bocca - Galleria Vittorio Emanuele II 12, 20121 Milano

Arrivabene percepisce una nuova crisi, quella che sta minando le capacità espressive delle varie scuole avanguardistiche che in abbondanza, durante un secolo circa, hanno da prima beneficamente  liberato la ricerca estetica da condizionamenti, per concludere però malamente,in modi che talvolta impediscono più sciolte indagini, e l'aprirsi a nuove forme e formulazioni.

Agostino Arrivabene nasce a Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona l’11 giugno 1967. All’indomani del conseguimento del diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1991, Arrivabene parte alla volta delle maggiori città d’arte italiane e internazionali, spinto dal desiderio di approfondire la cultura acquisita durante gli anni della formazione attraverso la conoscenza diretta dei grandi capolavori del passato, che non poco influiranno sui futuri sviluppi della sua produzione. 
È così che Agostino Arrivabene dà inizio a un mai più interrotto percorso teso al recupero delle tecniche artistiche – nella fattispecie pittoriche, ma anche grafiche e incisorie – appartenenti alla tradizione. Arrivabene predilige infatti gli oli, generalmente su tavola e su tela, ma non disdegna neppure l’inusuale tempera: creazioni ottenute facendo ricorso a procedimenti antichi, di sapore rinascimentale e addirittura medievale, per i quali il pittore si serve di pigmenti, spesso molto preziosi, ricavati artigianalmente. Le opere di Agostino Arrivabene attraggono lo spettatore non soltanto per l’indiscussa abilità tecnica dimostrata, bensì anche e soprattutto in virtù di quell’alone di mistero che le avvolge e riconduce a maestri di epoche lontane, quali Jan van Eyck, Leonardo e Albrecht Dürer, cui il pittore apertamente si ispira. Arrivabene crea visioni dal sapore antico e ricche di simbologie, declinate secondo diversi tipi di soggetti lui cari – “animalia”, “mirabilia naturae”, paesaggi, vanitates, nature morte e autoritratti – che mostrano mondi immaginari, definiti dall’artista stesso “moderne e virtuali Wunderkammern”. 
La prima mostra personale – dal titolo Esplorazioni, ospitata presso la Chiesa di Santa Maria alla Fonte, nel natio paese di Rivolta d’Adda – giunge immediatamente dopo gli studi braidensi, nel 1992, anno in cui Arrivabene partecipa al XXXII Premio Suzzara, cui prenderà parte anche nel 1993. Esplorazioni è la prima di una lunga serie, dalle giovanili Memoria e desiderio (1994) e L’arte segreta di Agostino Arrivabene (1998), fino ad arrivare alle più recenti Mirabilia Naturae (2005) e Il sole morente nella stanza azzurra (2007). Gli anni Novanta rappresentano per Arrivabene solo l’inizio di un periodo di intensa attività: tra le innumerevoli rassegne collettive, spiccano le presenze dell’artista in occasione di celebri fiere dedicate al contemporaneo, quali Arte Fiera Bologna, Arte Padova, ArtVerona e MiArt. 
Già vincitore nel 1998 della prima edizione del Premio Internazionale Leonardo Sciascia Amateur d’Estampes, Agostino Arrivabene è altresì conosciuto per i suoi disegni e le sue incisioni – quest’ultime spesso ottenute in maniera indiretta attraverso la tecnica dell’acquaforte – proposte al pubblico in occasione di numerose esposizioni, quale quella svoltasi nel 1995 presso la Biblioteca Comunale di Palazzo Sormani a Milano. 
Di recente Agostino Arrivabene avvia una stretta collaborazione con Vittorio Sgarbi, che invita l’artista a prendere parte a importanti mostre da lui stesso curate, tra le quali spiccano Surrealismo Padano. Da De Chirico a Foppiani al Palazzo Gotico di Piacenza (2002); Il Male. Esercizi di pittura crudele, tenutasi nella splendida cornice della Palazzina di Caccia di Stupinigi (2005); Il ritratto interiore. Da Lotto a Pirandello, allestita all’interno del Museo Archeologico di Aosta (2005); L’Inquietudine del volto. Da Tiziano a De Chirico, i cui spazi espositivi sono accolti nella nuova sede della Banca Popolare di Lodi, progettata dall’architetto Renzo Piano (2006). E ancora Vade Retro. Arte e Omosessualità. Da von Gloeden a Pierre et Gilles e Arte italiana 1968-2007. Pittura, rispettivamente ospitate presso Palazzo della Ragione e Palazzo Reale a Milano nel 2007. Insieme a Flavio Arensi, Vittorio Sgarbi redige inoltre i testi critici dell’ultima personale dell’artista, dal titolo Metamorfosi, organizzata nel 2009 dalla Galleria Forni di Bologna. 
Degno di nota è anche l’impegno profuso dall’artista nella realizzazione delle scenografie dell’Hans Heiling di Heinrich Marschner, riproposto con la regia di Pierluigi Pizzi al Teatro Lirico di Cagliari. 
Con Elena (2007-2009), nell’aprile 2010 Agostino Arrivabene vince, per la Categoria “Invitati”, il Premio d’Arte Contemporanea Arciere, promosso dal Comune di Sant’Antioco, in Sardegna, attestandosi a pari merito con altri due celebri artisti italiani quali Peter Demetz e Nicola Samorì, rispettivamente insigniti per L’analfabeta e Vicario

Gian Franco Grechi

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